Made in Italy (Fiat 500 at Piazzale Michelangelo)

by Bernardo Ricci Armani December 15, 2016 0 comment
Made in Italy (Fiat 500 at Piazzale Michelangelo)

Florence (Italy). The sentence “Made in Italy” is something very serious, which goes far beyond the simple “marketing announcement”. The Article 16 of the Italian Decree 135/2009 clearly defines what can be considered as authentic Made in Italy: this is the first comma, and it says: “Made in Italy is something which has been fully planned, designed, manufactured and wrapped up in Italy”.

This pretty generic definition is much more restrictive than the one made for German or American products. Made in Germany is based on all essential manufacturing steps, whereas Made in USA includes both all and “virtually” all the necessary steps (and the word “virtually” is pretty large) to produce something.

So, when some days ago I found myself in front of these two examples of Made in Italy – although so distant in terms of historical period for their “planning, design and manufacturing” – I found useful thinking about what is Made in Italy while capturing this photo.

Behind the skyline of Florence, as well as the old legendary Fiat 500, there’s the true and authentic Made in Italy approach. Brunelleschi, Giotto or Arnolfo Di Cambio for the Florentine skyline. Dante Giacosa, Pio Manzù and Giorgietto Giugiaro for the Fiat 500 car.

I think Italians should be more proud and more “protective” of the Made in Italy label; and they should also consider that Made in Italy is not limited only to today’s shoes, design or fashion in general. Made in Italy is part of our heritage, a piece of national DNA. And we all should be its first and most committed promoters…


Firenze. Il termine “Made in Italy” è un qualcosa di molto serio, che va oltre il semplice slogan di marketing. L’articolo 16 della legge 135/2009 al primo comma definisce chiaramente cosa può essere considerato come autentico Made in Italy: “Si intende realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce, classificabile come made in Italy ai sensi della normativa vigente, e per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano“.

Questa definizione piuttosto generica è in realtà molto più restrittiva di quella utilizzata per i prodotti tedeschi o americani. L’etichetta di Made in Germany è basata su tutti i passaggi essenziali della produzione, mentre il Made in USA include i passi necessari (tutti e “virtualmente tutti”) per produrre qualcosa – e il termine “virtualmente” è abbastanza largo.

Per questo, quando alcuni giorni fa mi sono trovato davanti questi due esempi di Made in Italy – sebbene così distanti in termini di periodo storico per il loro “disegno, progettazione e realizzazione” – mentre scattavo questa foto ho ritenuto interessante pensare a cosa sia il Made in Italy.

Dietro la skyline di Firenze, così come dietro la leggendaria vecchia Fiat 500, c’è il vero e autentico approccio Made in Italy. Brunelleschi, Giotto o Arnolfo di Cambio per la skyline di Firenze. Dante Giacosa, Pio Manzù e Giorgetto Giugiaro per la Fiat 500.

Penso che gli Italiani dovrebbero essere più orgogliosi e più “protettivi” dell’etichetta Made in Italy; e dovrebbero inoltre considerare che il Made in Italy non si ferma solo alle scarpe, al design o in generale alla moda di oggi. Made in Italy è parte della nostra storia, un pezzo di DNA nazionale. E tutti noi dobbiamo essere i suoi primi e più convinti promotori…

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