Bibilioteca Braidense (Library)

by Bernardo Ricci Armani March 31, 2017 0 comment
Bibilioteca Braidense (Library)

Milan (Italy). The Braidense Library is a magic destination: I have been desiring to visit it for long time, and I admit I feel guilty for not having done it before. But since in the weekends it’s open only on Saturday morning, I’m partially justified.

Anyhow, last Saturday I finally could visit and photograph it, and it has been really an amazing experience. The Braidense Library was founded in 1786 by Maria Theresa Archduchess of Austria opening to everyone the private library of Carlo Pertusati, and it is hosted in the seventeenth-century Brera building. Before, the only public library in Milan was the Biblioteca Ambrosiana, which was rich of manuscripts but not of printed books. In the years, through several donations and acquisitions, the Biblioteca Braidense arrived to have 1,500,000 volumes and still today is a place where for consultation, reading and studying (since that some in some rooms taking photos is allowed).

I think I will come back to visit this unique place soon. Libraries – and especially the Braidense one – have a very peculiar appeal: they are able to merge history with culture, technique with knowledge organization, and in a time like the current one, in which everything is at “mouse’s length” and with a string on Google it is possible to find every kind of information, thinking about how were the research and the cataloging is rather exciting. And just the fact that a place which has been arranged for the culture, can be thought not only to be functional, but also to be aesthetically beautiful, I think it’s something of extraordinary.

Probably, today’s generations – the so called Generation Z, but probably also Millennials – never opened an encyclopedia, made a bibliographic research or borrowed a book from a library. Today there’s Wikipedia, there are search engines, there are e-readers like Kindle (which I’m a big fan of, to be clear). However, I remember when I was at school and used to go to the library for my researches: at those times I was already so fascinated by all that knowledge so concentrated in such a small space, that I was at the same time enthusiast and unsuitable. Yes, this is the key! A physical perception of knowledge: internet does not give this possibility. A library does! And tomorrow, I’m sure of it, there will be tools to access to knowledge even faster and smarter than Google or Wikipedia; but there will still be also someone – like me – that on Saturday morning will decide to go and take photos at a marvelous place such as the Braidense Library


Milano. La Biblioteca Braidense è un posto magico: desideravo vederla da tempo, e riconosco la mia colpa per non averlo fatto prima. Ma dal momento che nel fine settimana è aperta solo il sabato mattina, mi ritengo parzialmente giustificato.

Ad ogni modo, sabato scorso sono finalmente riuscito a visitarla e a fotografarla, ed è stata veramente un’esperienza emozionante. La Biblioteca Braidense deve la sua apertura a Maria Teresa d’Austria la quale, nel 1786, aprì al pubblico la biblioteca privata del conte Carlo Pertusati all’interno del seicentesco palazzo di Brera, nell’omonimo quartiere nel cuore di Milano. Sino ad allora, l’unica biblioteca pubblica era la Biblioteca Ambrosiana, che però era ricca di manoscritti ma non di libri stampati. Negli anni, attraverso una serie di lasciti e di acquisizioni, la Biblioteca Braidense è arrivata ad ospitare 1,500,000 volumi e ancora oggi è un luogo di consultazione, di lettura e di studio (tanto che non tutte le sue sale sono fotografabili).

Credo che ci tornerò presto e spesso in questo posto unico. Le biblioteche – e la Braidense in particolare – hanno un fascino tutto loro: sono luoghi che fondono la storia e la cultura, la tecnica e l’organizzazione del sapere. In un’epoca come quella attuale, in cui tutto è a portata di mouse e basta una stringa di Google per trovare ogni sorta di informazione possibile, pensare a come era una volta la ricerca e la catalogazione delle informazioni è emozionante. E il solo fatto che un luogo predisposto alla cultura possa essere concepito non solo per essere funzionale, ma anche per essere esteticamente bello, secondo me è un qualcosa di straordinario.

Forse le generazioni di oggi – in primis la cosiddetta Generazione Z, ma probabilmente gli stessi Millennials – non hanno mai sfogliato un’enciclopedia, fatto una ricerca bibliografica o preso un libro in prestito. Oggi c’è Wikipedia, ci sono i motori di ricerca, ci sono gli e-readers come Kindle (di cui io stesso – intendiamoci – sono un grande sostenitore). Eppure ricordo quando ero al liceo e facevo le mie ricerche andando in biblioteca: già all’epoca ero così affascinato da tutto quel sapere concentrato in un unico posto, che mi sentivo al tempo stesso entusiasta e inadeguato. Ecco, forse è questa la chiave di tutto: la concentrazione del sapere e la sua percezione “fisica e sensoriale”: internet non trasmette questa percezione, inuttile illudersi. Una biblioteca si. E un domani, ne sono certo, ci saranno strumenti di accesso al sapere ancora più completi e rapidi di Google o Wikipedia; ma ci sarà anche sempre qualcuno che – come me – il sabato mattina deciderà di andare a fotografare un posto meraviglioso come la Biblioteca Braidense.

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