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Leica 50mm f/2.0 Summicron M

Urban Spaces (MUDEC)

Milan (Italy). From a window at MUDEC (Museo delle Culture – or “Museum of Cultures” in English) in Milan. I found this glimpse quite interesting, and representative of Milan today: it’s an eye on a former city’s industrial area, which has been totally renovated and today hosts many interesting spots such as lofts, design hotels and restaurants. There are several places like this one (the Fondazione Prada in Via Isarco or the nearby Fabbrica Orobia 15 just to mention some), and they are part of a deep renovation, which is transforming Milan in one of the most lively cities in Italy.


Milano. Da una finestra del MUDEC (Museo delle Culture) di Milano. Ho trovato questo scorcio abbastanza interessante, e rappresentativo della Milano di oggi: è un occhio su una ex area industriale della città, che è stata completamente rinnovata e oggi ospita molti posti interessanti come loft, hotel di design e ristoranti. CI sono diversi posti come questo (per citarne qualcuno, la Fondazione Prada in Via Isarco o la vicina Fabbrica Orobia 15) e sono parte di un profondo rinnovamento che sta trasformando Milano in una delle città più vivaci d’Italia.

 

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Fall Is Not Only a Matter of Death Leaves and Grey Colours

Somewhere in Friuli-Venezia Giulia (Italy). A yellow flower surfaces from a foliage in a wood of poplars. Because fall is not only a matter of death leaves and grey colours…


Da qualche parte nel Friuli-Venezia Giulia. Un fiore giallo spunta dal fogliame in un bosco di pioppi. Perché l’autunno non è solo una questione di foglie morte e colori grigi…

 

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Hiking On A Foggy Day – Ortisei, Val Gardena

Ortisei (Val Gardena / Italy). I remember this hike through the woods of South Tirol as one of my most beautiful one of the last summer holidays: it was along a precipitous track – more or less between Santa Cristina and Selva Gardena – with very low and thick clouds, and with the trees still wet for the rain fallen shortly before. Or maybe I should say “one of the most surprising hike”! Indeed, I was afraid that I wouldn’t have had nor the possibility, nor the intention of taking the camera out of the bag and shooting some photos; but when during a break I noticed this glimpse, with the contrast between the vivid green of the inclined grass, and the grey of the straight trees through the fog, I thought that I had sinned for having been approximate.

St. Bernard – the Saint after whom I’m named – once said:

 You will find more in woods than in books. Trees and rocks will teach you what you can’t learn from masters.

I love thinking about this quote watching this photograph.


Ortisei (Val Gardena). Ricordo questa passeggiata tra i boschi della Sud Tirolo – lungo un erto sentiero più o meno tra Santa Cristina e Selva Gardena – con le nuvole basse e gli alberi ancora bagnati dalla pioggia appena caduta, come una delle più belle delle scorse vacanze estive. O forse dovrei dire “una delle più sorprendenti”: temevo infatti che non avrei avuto nè modo nè voglia di fermarmi, tirare fuori la macchina fotografica dallo zaino e di scattare; ma quando ho visto questo scorcio, con il contrasto tra il verde vivo del prato inclinato e il grigio degli alberi che si ergono dritti nella nebbia,ho pensato che avevo peccato di approssimazione.

San Bernardo – il santo di cui porto il nome – ha detto una volta

Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri.

Mi piace molto pensare a questa frase mentre riguardo questa foto.

 

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Cena Con Me

Milan (Italy). Imagine… thousands of people attending a dinner without knowing anything – really anything, including the location – since few hours before the scheduled time. Only few rules, being the most important one on the dress code.

White!

Yes, this is the spirit of Cena Con Me, an event I already photographed a couple of years ago, but that every time is a surprise. The organizers create the event on Facebook and collects the requests. Then, it communicates the location (in Milan) 5 hours before the time. Since that moment, people start collecting all the items prepared in the past weeks and gather to the selected place.

It happens therefore that a pacific place suddenly becomes a mess: a “white wave” made of people, tables, chairs, plates, glasses, balloons, candle holders, flowers, accessorizes… everything is rigorously white.

Beyond the color, there are few more basic rules: respecting the location leaving the place as it was before the event – therefore carrying away any sort of garbage; and closing the event at midnight.

Under the tag “Cena Con Me 2017” I’m posting some photos of the event. The location is Piazzale Giulio Cesare, the heart of City Life, a very interesting new development, with the amazing skyscrapers of Zaha Hadid and Arata Isozaki in the background.


Milano. Immagina… migliaia di persone che partecipano a una cena senza sapere niente – ma veramente niente, compresa la location – fino a poche ore prima dell’orario programmato. Solo poche regole, tra cui la più importante riguarda l’abbigliamento.

Bianco!

Si, questo è lo spirito di Cena Con Me, un evento che ho già fotografato in passato un paio di anni fa, ma che ogni volta è una sorpresa. Gli organizzatori creano l’evento su Facebook e raccolgono le richieste di partecipazione. Successivamente, comunicano il luogo di svolgimento (a Milano) 5 ore prima l’orario programmato. Da quel momento, la gente inizia a prendere tutte le cose preparate nelle settimane precedenti e a ritrovarsi presso il luogo stabilito.

Succede quindi che una piazza tranquilla diventi improvvisamente un caos: una “onda bianca” fatta di persone, tavoli, sedie, piatti, bicchieri, palloncini, candelabri, fiori, accessori… tutto è rigorosamente bianco.

Oltre al colore, ci sono poche regole di base: rispettare la location lasciando il posto come lo si è trovato prima dell’evento – quindi portando via ogni tipo di rifiuto; e chiudere l’evento a mezzanotte.

Con il tag “Cena Con Me 2017” posto alcune foto dell’evento. La location scelta quest’anno era Piazzale Giulio Cesare, nel cuore di City Life, un nuovo sviluppo urbano molto interessante, con sullo sfondo i bellissimi grattacieli disegnati da Zaha Hadid e da Arata Isozaki.

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Poplar Trees Fall Foliage (Autunno in Friuli-Venezia Giulia)

Codroipo (Udine / Italy). This year I learned the word “foliage”; better, I realized it’s incredibly popular. If I make a search on Google using foliage, I get a lot of results from several different languages, including Italian (although there’s the Italian translation for foliage, but it does not sound so romantic). Anyway, the foliage is becoming an opportunity for travel lovers, like the sakura – the famous cherry blossom in Japan.

Autumn is a wonderful season for photography – no doubt about this: and this is my interpretation of the foliage, captured in a fantastic poplar wood close to Codroipo, in the amazing Friuli-Venezia Giulia region.


Codroipo (Udine). Quest’anno ho scoperto la parola “foliage”; o meglio, ho scoperto che è incredibilmente di moda. Se faccio una ricerca su google sono con la parola foliage vengono fuori tantissimi siti in italiano che la utilizzano. Letteralmente vuol dire fogliame, ma evidentemente suona molto peggio e penso sia per questo che la versione inglese è decisamente più utilizzata. Ad ogni modo, un po’ come la sakura – la fioritura dei ciliegi in Giappone – il foliage sembra stia diventando un fenomeno attorno al quale si organizzano varie attività turistiche.

Che l’autunno sia una bellissima stagione dal punto di vista fotografico, è comunque fuori discussione – foliage o fogliame che sia. E questa è la mia idea di foliage, catturata in un bellissimo pioppeto di Codroipo, nello splendido Friuli-Venezia Giulia.

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Winter Morning at the Jardin du Luxembourg

Paris (France). A morning walk around the Jardin du Luxembourg during an amazing sunny winter day.

I love this garden, not only because it was realised thanks to Maria de’ Medici (granddaughter of Cosimo I and therefore member of the wealthy and powerful House of Medici, as well as Queen of France as the second wife of King Henry IV of France) but also because in her intentions, the idea was to replicate the Boboli Garden behind Palazzo Pitti in her native Florence.

In 1611 Maria de’ Medici purchased the Hotel du Luxembourg to build a palace inspired by the Pitti Palace. The following year after, 2,000 elm trees were planted and a series of gardeners, including the Florentine Tommaso Francini, were invited to build a park in the style she had known as a child in Florence.

In the following centuries, the garden went through several transformations, including the sale of one of its portions for real estate developments (Louis XVIII, 1780) and new expansions, such as the one during the French Revolution.

Today is definitely one of the nicest spots for a walk in Paris (much less crowded than the Tuileries) especially during a winter sunny morning in December.


Parigi. Passeggiata mattutina in giro per il Jardin du Luxembourg, in una splendida giornata di sole invernale.

Mi piace molto questo posto, non solo perchè fu realizzato grazie a Maria de’ Medici (nipote di Cosimo I e quindi membro della ricca e potente casata dei Medici, oltre che Regina di Francia in quanto seconda moglie di re Enrico IV) ma anche perché nelle sue intenzioni l’idea era quella di replicare il Giardino di Boboli dietro Palazzo Pitti nella sua natia città di Firenze.

Nel 1611 Maria de’ Medici comprò l’Hotel du Luxembourg per iniziare a costruire un palazzo simile a Palazzo Pitti. L’anno successivo, 2000 olmi furono piantati e una serie di giardinieri, tra i quali il fiorentino Tommaso Francini, fu invitata a costruire un parco nello stile che ricordava dalla sua infanzia trascorsa a Firenze.

Nei secoli successivi, il giardino andò incontro a diverse trasformazioni, inclusa la vendita di una sua parte per sviluppi immobiliari (Luigi XVIII nel 1780) e nuove espansioni, come quella avvenuta durante la Rivoluzione Francese.

Oggi è decisamente uno dei posti più piacevoli per una camminata a Parigi (molto meno affollato di Tuileries), specialmente durante una mattina invernale a Dicembre.

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City Lights Rainy Nights (in Paris)

Paris (France). Rain in Paris is not necessarily an bad event. I like photographing the city’s landscape with raindrops running down the window’s glass. Here, I was at the 38th floor of a building (the EDF Tower at La Defense), definitely a privileged position for such landscapes.


Parigi. Parigi con la pioggia può non essere così male. Mi piace fotografare il panorama urbano con le gocce d’acqua che scendono giù lungo il vetro della finestra. Qui ero al 38esimo piano di un palazzo (la Torre EDF a La Defense), decisamente una posizione privilegiata per questo tipo di panorami.

 

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Made in Italy (Fiat 500 at Piazzale Michelangelo)

Florence (Italy). The sentence “Made in Italy” is something very serious, which goes far beyond the simple “marketing announcement”. The Article 16 of the Italian Decree 135/2009 clearly defines what can be considered as authentic Made in Italy: this is the first comma, and it says: “Made in Italy is something which has been fully planned, designed, manufactured and wrapped up in Italy”.

This pretty generic definition is much more restrictive than the one made for German or American products. Made in Germany is based on all essential manufacturing steps, whereas Made in USA includes both all and “virtually” all the necessary steps (and the word “virtually” is pretty large) to produce something.

So, when some days ago I found myself in front of these two examples of Made in Italy – although so distant in terms of historical period for their “planning, design and manufacturing” – I found useful thinking about what is Made in Italy while capturing this photo.

Behind the skyline of Florence, as well as the old legendary Fiat 500, there’s the true and authentic Made in Italy approach. Brunelleschi, Giotto or Arnolfo Di Cambio for the Florentine skyline. Dante Giacosa, Pio Manzù and Giorgietto Giugiaro for the Fiat 500 car.

I think Italians should be more proud and more “protective” of the Made in Italy label; and they should also consider that Made in Italy is not limited only to today’s shoes, design or fashion in general. Made in Italy is part of our heritage, a piece of national DNA. And we all should be its first and most committed promoters…


Firenze. Il termine “Made in Italy” è un qualcosa di molto serio, che va oltre il semplice slogan di marketing. L’articolo 16 della legge 135/2009 al primo comma definisce chiaramente cosa può essere considerato come autentico Made in Italy: “Si intende realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce, classificabile come made in Italy ai sensi della normativa vigente, e per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano“.

Questa definizione piuttosto generica è in realtà molto più restrittiva di quella utilizzata per i prodotti tedeschi o americani. L’etichetta di Made in Germany è basata su tutti i passaggi essenziali della produzione, mentre il Made in USA include i passi necessari (tutti e “virtualmente tutti”) per produrre qualcosa – e il termine “virtualmente” è abbastanza largo.

Per questo, quando alcuni giorni fa mi sono trovato davanti questi due esempi di Made in Italy – sebbene così distanti in termini di periodo storico per il loro “disegno, progettazione e realizzazione” – mentre scattavo questa foto ho ritenuto interessante pensare a cosa sia il Made in Italy.

Dietro la skyline di Firenze, così come dietro la leggendaria vecchia Fiat 500, c’è il vero e autentico approccio Made in Italy. Brunelleschi, Giotto o Arnolfo di Cambio per la skyline di Firenze. Dante Giacosa, Pio Manzù e Giorgetto Giugiaro per la Fiat 500.

Penso che gli Italiani dovrebbero essere più orgogliosi e più “protettivi” dell’etichetta Made in Italy; e dovrebbero inoltre considerare che il Made in Italy non si ferma solo alle scarpe, al design o in generale alla moda di oggi. Made in Italy è parte della nostra storia, un pezzo di DNA nazionale. E tutti noi dobbiamo essere i suoi primi e più convinti promotori…

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Landscape of Capri at Sunset (Far From the Madding Crowd)

Island of Capri (Italy). I have very little time to write my thoughts unfortunately, as I’m overwhelmed by things to do… But I wanted to “shake” a bit my blog’s homepage sharing this photo taken few days ago during a short but fantastic weekend with some friends. I’m not sure this image is able to transmit the sense of peace, calm and tranquility that I was feeling watching this landscape – it would be a fantastic accomplishment!

It was at sunset: after a very hot day, a fresh breeze was blowing from the sea. Whereas the famous “Piazzetta” (a symbolic – albeit a bit overrated – place, where people meet each other to chat, drink an aperitif, or simply to “show off”) was crawling with vacationers and daily tourists, and I was enjoying the end of the day from a very exclusive observatory – a private terrace looking out the entire town. I was so totally seduced by this scene, that I had to force myself to take my Leica  and capture this photo! (poor me… ok, now I’m a bit exaggerating!).

I have a conflicting relationship with fashionable places such as Capri (just to mention the one where I was the last weekend). For some reasons I hate them: very honestly, all those people showing off, taking selfies and posting their face on social medias just to raise some “likes” are totally incomprehensible to me. But on the other side, I must admit that I love them: they offer great sources of inspiration for capturing photos, and – as it is in this case – having the possibility to escape from the mad crowd and to relax observing the landscape from an amazing terrace makes me feel a very lucky person.

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Paris Is A Scratchy City

Paris (France). A photograph taken distractedly, climbing the Centre Pompidou… (I played with an editor to get this effect, for those wondering how the scratches and the Tour Eiffel can be in focus, whereas the couple isn’t)


Parigi. Una foto fatta distrattamente, salendo le scale del Centre Pompidou… (ho giocato con un editor per ottenere questo effetto, per quelli che si domandano come mai i graffi e la Torre Eiffel siano a fuoco, mentre la coppia non lo sia)

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