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Leica 50mm f/2.0 Summicron M

The Rialto Bridge (Landscape of Venice From the Fondaco dei Tedeschi)

Venice (Italy). I don’t know if it’s good or not for a photographer to reveal the places from where he capture his photos. But since I don’t consider myself a photographer (at least not enough to be obsessed for having a list of secret places) I think it’s not a very big issue and – on the contrary – I believe it’s right to give the opportunity to other people to watch such a beautiful landscape.

Some days ago I was in Venice, and I went to visit the new Fondaco (or Fontego) dei Tedeschi (translated, it’s more or less “the Germans’ storehouse”). It’s such an incredible place! Not only for its history and interiors, but also for the breathtaking landscape offered by some of its windows.

The Fondaco dei Tedeschi was built in the 13th century and it was used as the dock as well as the warehouse of goods transported by Germans to Venice. In 2008 the Poste Italiane Group (the national mail company) sold the Fondaco to Benetton Group, which renovated it under the artistic supervision of Rem Koolhaas’ OMA Architecture Firm (the same one which designed the Prada Foundation in Milan) to be reopened as a luxury shopping mall on October 1st 2016.

Well, at the penultimate floor there’s a window overlooking the Grand Canal and the Rialto Bridge: indeed, photographing through a window’s glass is not the best situation, but considering the final result I think I can be happy enough. To be honest, on the top of the building there’s even an amazing rooftop, but the number of visitors is limited for safety reason and there can be long waiting times.

So, I think I can say that from now on, the Fondaco dei Tedeschi is one of those unmissable stop-overs during my visits to Venice!


Venezia. Non so se sia giusto che un fotografo riveli i posti da dove scatta le sue foto. Ma siccome non mi ritengo un fotografo (non tale da essere ossessionato – appunto – dall’avere una lista di posti segreti) penso non sia un problema e anzi sia giusto dare l’opportunità ad altre persone di vedere panorami simili.

Ero a Venezia alcuni giorni fa e sono stato a visitare il nuovo Fondaco (o Fontego) dei Tedeschi. Un posto incredibile, non solo per la sua storia e il suo interno, ma appunto per il panorama mozzafiato che si può ammirare da alcune sue finestre.

Il Fontego dei Tedeschi viene realizzato nel XIII secolo e serviva come punto di approdo e magazzino delle merci trasportate dai mercanti Tedeschi a Venezia. Nel 2008 il Gruppo Poste Italiane lo cede a Benetton, che lo restaura sotto la direzione artistica dello Studio OMA dell’architetto Rem Koolhaas (lo stesso della Fondazione Prada a Milano, per intendersi) e lo riapre il 1 Ottobre 2016 come grande magazzino di lusso.

Ebbene, al penultimo piano c’è una serie di finestre che si affacciano proprio sul Canal Grande e sul Ponte di Rialto: certo non è il massimo scattare attraverso il vetro di una finestra, ma a giudicare dal risultato penso di potermi accontentare. A dire il vero c’è anche una bellissima terrazza all’ultimo piano, ma l’accesso è contingentato per motivi di sicurezza e può capitare che ci siano tempi di attesa molto lunghi.

Ecco, penso di poter dire che il Fondaco dei Tedeschi è una di quelle tappe che non può più mancare nelle mie visite a Venezia!

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Fall Is Not Only a Matter of Death Leaves and Grey Colours

Somewhere in Friuli-Venezia Giulia (Italy). A yellow flower surfaces from a foliage in a wood of poplars. Because fall is not only a matter of death leaves and grey colours…


Da qualche parte nel Friuli-Venezia Giulia. Un fiore giallo spunta dal fogliame in un bosco di pioppi. Perché l’autunno non è solo una questione di foglie morte e colori grigi…

 

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The Supremacy of Man Over Other Creatures (at the Muséum d’Histoire Naturelle in Paris)

Paris (France). As in my previous post, this is the result of some hours spent playing with a Leica Summicron-M 1:2/50 lens at the Muséum National d’Histoire Naturelle, inside the Gallery of Palaeontology and Comparative Anatomy (Les galeries d’anatomie comparée et de paléontologie).


Parigi. Come nel mio post precedente, questo è il risultato di alcune ore passate giocando con un obbiettivo Leica Summicron-M 1:2/50 al Museo Nazionale di Storia Naturale, all’interno della Galleria di Paleontologia e di Anatomia Comparata (Les galeries d’anatomie comparée et de paléontologie).

 

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Poplar Trees Fall Foliage (Autunno in Friuli-Venezia Giulia)

Codroipo (Udine / Italy). This year I learned the word “foliage”; better, I realized it’s incredibly popular. If I make a search on Google using foliage, I get a lot of results from several different languages, including Italian (although there’s the Italian translation for foliage, but it does not sound so romantic). Anyway, the foliage is becoming an opportunity for travel lovers, like the sakura – the famous cherry blossom in Japan.

Autumn is a wonderful season for photography – no doubt about this: and this is my interpretation of the foliage, captured in a fantastic poplar wood close to Codroipo, in the amazing Friuli-Venezia Giulia region.


Codroipo (Udine). Quest’anno ho scoperto la parola “foliage”; o meglio, ho scoperto che è incredibilmente di moda. Se faccio una ricerca su google sono con la parola foliage vengono fuori tantissimi siti in italiano che la utilizzano. Letteralmente vuol dire fogliame, ma evidentemente suona molto peggio e penso sia per questo che la versione inglese è decisamente più utilizzata. Ad ogni modo, un po’ come la sakura – la fioritura dei ciliegi in Giappone – il foliage sembra stia diventando un fenomeno attorno al quale si organizzano varie attività turistiche.

Che l’autunno sia una bellissima stagione dal punto di vista fotografico, è comunque fuori discussione – foliage o fogliame che sia. E questa è la mia idea di foliage, catturata in un bellissimo pioppeto di Codroipo, nello splendido Friuli-Venezia Giulia.

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Poplars. Landscape After a Heavy Rain

Codroipo (Italy). A rainy weekend does not necessarily represent an obstacle for taking some photos of the picturesque Friulan countryside. On the contrary, it’s possible to enjoy landscapes made of poplars, puddles and amazing bright glares…


Codroipo (Udine). Un fine settimana piovoso non necessariamente rappresenta un impedimento per scattare qualche foto alla suggestiva campagna friulana. Anzi, è possibile ammirare panorami fatti di pioppi, pozze e bellissimi riflessi luminosi…

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Bar Luce by Wes Anderson (Fondazione Prada)

Milan (Italy). The Bar Luce is a cool place, for many reasons. First, because its designer is a certain Wes Anderson, one of my favorite movie directors (he’s the author of unforgettable movies such as “The Royal Tenenbaums”, “Fantastic Mr. Fox”, “Moonrise Kingdom” and “The Gran Budapest Hotel”). Second, because this place is inside the Prada Foundation, today one of the most interesting place for contemporary art in Milan.Third, because thanks to its interior design, its floor and to elements such as two old pinball machines and a jukebox, walking into the Bar Luce seems like going back to 1960s.

I recommend coming here early in the morning (they serve brioches coming from the Pasticceria Marchesi, the same one located in Corso Magenta and Galleria Vittorio Emanuele), better avoiding weekends. If you are allergic to hipsters, new normal and radical chic, get ready.

However I repeat, the Bar Luce inside the Fondazione Prada is a cool place…


Milano. Il Bar Luce è un posto figo, per diversi motivi. Per prima cosa, perchè il suo progettista è un certo Wes Anderson, uno dei miei registi preferiti (sono suoi film memorabili come “I Tenenbaum”, “Fantastic Mr. Fox”, “Moonrise Kingdom” e “Gran Budapest Hotel”). Secondo, perchè la location è all’interno della Fondazione Prada, uno degli spazi contemporanei più belli a Milano oggi. Terzo, perchè grazie agli arredi, ai pavimenti e ad accessori come due vecchi flipper e un juke-box, entrando al Bar Luce sembra di andare indietro nel tempo agli anni ’60.

Consiglio di andarci la mattina presto (le brioches vengono dalla Pasticceria Marchesi, la stessa di Corso Magenta e della Galleria Vittorio Emanuele) meglio ancora evitando il fine settimana. Se siete allergici a hipster, new normal e radical chic di vario genere, è bene che vi prepariate.

Comunque ripeto, il Bar Luce dentro la Fondazione Prada è un posto figo…

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Traffic On the Canal Grande in Venice

Venice (Italy). I actually have almost 120 photos ready to be published here in my blog, but I’m posting less than one of them per week. I don’t know why, perhaps I’m in a phase in which I feel I do not have too much to say.

What if I realize that I shouldn’t have always something to say?

Let’s start with this one: I think I do no need to explain where I was… either I do not need to describe how beautiful can be Venice, its Gran Canal, at sunset. I could say something on how crowded it can be, mostly useless words.

So, here it is: the photo; just it.

Take it.

Or leave it.

Ciao


Venezia. Ho quasi 120 foto pronte per essere pubblicate qui nel mio blog, ma ne sto postando meno di una a settimana. Non so come mai, forse perchè sono in una fase in cui mi sembra di non avere molto da dire.

Che succede se realizzassi finalmente che non è necessario avere sempre qualcosa da dire?

Iniziamo con questa: penso che non ci sia bisogno di spiegare dov’ero… nè di descrivere la bellezza di Venezia con il Canal Grande al tramonto. Potrei parlare di quanto questo possa essere affollato, ma sarebbero prevalentemente parole inutili.

Per cui, ecco la foto; nient’altro.

Prendere.

O lasciare.

Ciao

 

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Naples Beach Resort (la Spiaggia di Piazza della Vittoria)

Naples (Italy). There are situations that can not be illustrated, because everyone sees in them what she wants. Others that are so dense, that explaining them would be cloying.

The photo I’m posting here above was taken exactly in one of these situations.

I could write a lot about this photo, on how the experience of being on a tiny plot of sand was, holding a camera surrounded by people – friends with each other – which were doing the most different things; on the speeches that I have listened to; on questions that I was asked; on curious welcoming – but warm too – that I received on that occasion; and why not, on the social environment so rich in terms of human diversity, in which I found myself.

This is Naples: one of the city I love most (and of which I love people in almost an unconditional way). It was mid-August, it was hot, and people were going to sea looking for a little coolness. But obviously, not everyone can afford the prestigious seaside resorts such as those ones in Posillipo and Marechiaro, and for this reason they choose to come to this small sandy portion formed probably for the effect of the breakwaters in front of it. This place is few steps down of the central Piazza della Vittoria, where the promenade of Via Partenope begins, close to the famous pizzeria Sorbillo (with the queue of people waiting to sit down). The bathers bring here their umbrellas, chairs and tables from home, to eat (so much, and about everything!) all together, and to spend the day together, freshening up in the sea, whereas kids build sand castles and teenagers play with the inseparable smartphone. In the background, Castel dell’Ovo and the Vesuvius.

These are situations in which I could spend hours not only photographing; indeed, probably if I could stay a bit more I would have laid down my Leica camera and I would have started talking to people, listening to their stories and eliminating the unavoidable distance between the photographer and the subject. These are situations that must be lived, to be observed to understand the sociological context in which they are developed, and then eventually to be photographed – but always with the utmost respect.


Napoli. Ci sono situazioni che non possono essere raccontate, perchè in esse ognuno ci vede quello che vuole. Altre che sono talmente dense, che spiegarle sarebbe stucchevole.

Questa foto che propongo qui sopra è stata scattata in una di queste situazioni.

Potrei scrivere parecchio su questa foto, sul come sia stata l’esperienza di stare su un fazzoletto di sabbia tenendo in mano una macchina fotografica circondato da persone – amiche tra loro – che stavano facendo le cose più diverse, sui discorsi che ho colto, sulle domande che mi sono state fatte, sull’accoglienza curiosa – ma anche calorosa – che ho ricevuto in quella circostanza; e perchè no, sul contesto sociale così ricco di varia umanità in cui mi sono trovato.

Questa è Napoli: una delle città che amo di più in assoluto (e di cui adoro la gente in maniera quasi incondizionata). E’ metà agosto, fa molto caldo, e le persone giustamente cercano un po’ di refrigerio andando al mare. Ma non tutte evidentemente possono permettersi i prestigiosi stabilimenti balneari di Posillipo e di Marechiaro, e per questo scelgono di venire in questa piccola porzione di sabbia formatasi probabilmente per effetto delle barriere frangiflutti antistanti. Siamo all’altezza della centralissima Piazza della Vittoria, dove inizia il lungomare di Via Partenope, proprio sotto la celebre pizzeria Sorbillo con la coda di persone che aspetta di sedersi. I bagnanti che vengono qui, si portano da casa gli ombrelloni, le sedie, i tavolini, ovviamente da mangiare (tanto, e di tutto!) e si ritrovano per trascorrere la giornata insieme, magari rinfrescandosi in mare mentre i bambini fanno i castelli con la sabbia e quelli un po’ più grandi giocano con l’inseparabile smartphone. Sullo sfondo ben visibile c’è Castel dell’Ovo e oltre il Vesuvio.

Queste sono situazioni nelle quali personalmente potrei trascorrere ore intere: non solo a fotografare, anzi – probabilmente se fossi rimasto un po’ di più avrei posato la mia Leica e mi sarei messo a parlare con le persone, per conoscere le loro storie e per eliminare l’inevitabile distanza tra fotografo e soggetto. Sono situazioni da vivere, da osservare bene per capire il contesto sociologico in cui si sviluppano, e poi eventualmente da fotografare – ma sempre con il massimo rispetto.

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City Lights Rainy Nights (in Paris)

Paris (France). Rain in Paris is not necessarily an bad event. I like photographing the city’s landscape with raindrops running down the window’s glass. Here, I was at the 38th floor of a building (the EDF Tower at La Defense), definitely a privileged position for such landscapes.


Parigi. Parigi con la pioggia può non essere così male. Mi piace fotografare il panorama urbano con le gocce d’acqua che scendono giù lungo il vetro della finestra. Qui ero al 38esimo piano di un palazzo (la Torre EDF a La Defense), decisamente una posizione privilegiata per questo tipo di panorami.

 

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Sun Is Rising Through Poplars (Zulugne in Friulano Significa Brina)

Codroipo (Udine / Italy). Zulugne is a Friulian word, means frost. It’s the typical deposit of ice made overnight by humid air in cold conditions. I love walking through a poplars grove early morning in winter, when the sun is rising and the “zulugne” crackle under my feet. This is one of the many landscapes of Friuli-Venezia Giulia, and another good reason to love this amazing place of Italy.


Codroipo (Udine). Zulugne è una parola Friulana, e significa brina. E’ il consueto strato di ghiaccio che si deposita a terra di notte in ambienti umidi. Adoro camminare in un bosco di pioppi all’alba di una mattina invernale, quando il sole sorge e le “zulugne” crepitano sotto i miei piedi. Questo è uno dei tanti panorami del Friuli-Venezia Giulia, e un’altra ottima ragione per amare questa bellissima regione italiana.

 

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