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Leica M-D

The House On The Hill (Colli Orientali del Friuli)

Udine (Italy). This is the landscape I had in front of my eyes in a cold February afternoon, driving around the “Oriental Hills of Friuli” (Colli Orientali del Friuli, in Italian). Same place but different situation of this one, which was captured in September, immediately before the grape harvest. I loved it, but I had very few minutes to capture it. Just the time to set the camera and click.

Initially, I thought the image was too dark. Underexposed – I should say.

But this is what my eyes were watching at that moment, few minutes before the end of the so called golden hour – the time window before and after the sunset.

I’m not a Photoshop user; I just apply some basic enhancements to my photos (if necessary), but I can’t completely change them. I’m not saying I don’t love long exposures photos, but in the past times – especially since I have been starting shooting with a Leica M camera – I capture what I see. And if I see something of beautiful but in a dark environment, why should I change reality? Perhaps, holding a Leica M in my hands makes me feel more “reporter” than “landscape photographer”. For sure, I do photography for myself and my well-being, so I do not care about classifications.

Without a screen (I’m photographing with a Leica M-D camera) I couldn’t see the result. Only some (several) days after, I could download this photo. Initially, I was a bit disappointed. But when I started remembering the moment when I captured it, I realized the scene was like this, and this image is a faithful reproduction of reality.

Sorry, but I love photography too much to do it in a different way.


Udine. Questo è il panorama che avevo davanti ai miei occhi in un freddo pomeriggio di Febbraio, mentre guidavo in giro per i Colli Orientali del Friuli. Lo stesso posto ma una differente situazione di questo che ho fotografato a Settembre, poco prima la vendemmia. Mi piaceva, ma avevo pochissimi minuti per fotografarlo. Giusto il tempo di preparare la macchina e cliccare.

Inizialmente pensavo che l’immagine fosse troppos cura. Sottoesposta, dovrei dire.

Ma questo è ciò che i miei occhi hanno visto in quel momento, pochi minuti prima della fine della cosiddetta “golden hour” (ora dorata) – la finestra di tempo prima e dopo il tramonto.

Non utilizzo Photoshop; mi limito ad alcuni miglioramenti di base (se necessari), ma non posso completamente cambiare le mie foto. Non dico che non ami le foto fatte con un’esposizione lunga, ma negli ultimi tempi – specialmente da quando ho iniziato a fotografare con una Leica M – fotografo quello che vedo. E se vedo qualcosa di bello ma in un contesto con poca luce, perchè dovrei cambiare la realtà? Forse, avendo una Leica M tra le mani, mi sento più un reporter che non un fotografo di panorami. Di sicuro, fotografo per me stesso e per il mio benessere, per cui non mi interesso delle classificazioni.

Senza uno schermo (utilizzo una Leica M-D) non potevo vedere il risultato. Solo dopo (diversi) giorni ho potuto scaricare questa foto. Inizialmente ero un po’ deluso. Ma quando ho iniziato a ricordare il momento in cui l’ho scattata, ho realizzato che la scena era così, e che questa foto era una fedele rappresentazione della realtà.

Chiedo scusa, ma amo troppo la fotografia per farla in modo diverso da questo.

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Naples Beach Resort (la Spiaggia di Piazza della Vittoria)

Naples (Italy). There are situations that can not be illustrated, because everyone sees in them what she wants. Others that are so dense, that explaining them would be cloying.

The photo I’m posting here above was taken exactly in one of these situations.

I could write a lot about this photo, on how the experience of being on a tiny plot of sand was, holding a camera surrounded by people – friends with each other – which were doing the most different things; on the speeches that I have listened to; on questions that I was asked; on curious welcoming – but warm too – that I received on that occasion; and why not, on the social environment so rich in terms of human diversity, in which I found myself.

This is Naples: one of the city I love most (and of which I love people in almost an unconditional way). It was mid-August, it was hot, and people were going to sea looking for a little coolness. But obviously, not everyone can afford the prestigious seaside resorts such as those ones in Posillipo and Marechiaro, and for this reason they choose to come to this small sandy portion formed probably for the effect of the breakwaters in front of it. This place is few steps down of the central Piazza della Vittoria, where the promenade of Via Partenope begins, close to the famous pizzeria Sorbillo (with the queue of people waiting to sit down). The bathers bring here their umbrellas, chairs and tables from home, to eat (so much, and about everything!) all together, and to spend the day together, freshening up in the sea, whereas kids build sand castles and teenagers play with the inseparable smartphone. In the background, Castel dell’Ovo and the Vesuvius.

These are situations in which I could spend hours not only photographing; indeed, probably if I could stay a bit more I would have laid down my Leica camera and I would have started talking to people, listening to their stories and eliminating the unavoidable distance between the photographer and the subject. These are situations that must be lived, to be observed to understand the sociological context in which they are developed, and then eventually to be photographed – but always with the utmost respect.


Napoli. Ci sono situazioni che non possono essere raccontate, perchè in esse ognuno ci vede quello che vuole. Altre che sono talmente dense, che spiegarle sarebbe stucchevole.

Questa foto che propongo qui sopra è stata scattata in una di queste situazioni.

Potrei scrivere parecchio su questa foto, sul come sia stata l’esperienza di stare su un fazzoletto di sabbia tenendo in mano una macchina fotografica circondato da persone – amiche tra loro – che stavano facendo le cose più diverse, sui discorsi che ho colto, sulle domande che mi sono state fatte, sull’accoglienza curiosa – ma anche calorosa – che ho ricevuto in quella circostanza; e perchè no, sul contesto sociale così ricco di varia umanità in cui mi sono trovato.

Questa è Napoli: una delle città che amo di più in assoluto (e di cui adoro la gente in maniera quasi incondizionata). E’ metà agosto, fa molto caldo, e le persone giustamente cercano un po’ di refrigerio andando al mare. Ma non tutte evidentemente possono permettersi i prestigiosi stabilimenti balneari di Posillipo e di Marechiaro, e per questo scelgono di venire in questa piccola porzione di sabbia formatasi probabilmente per effetto delle barriere frangiflutti antistanti. Siamo all’altezza della centralissima Piazza della Vittoria, dove inizia il lungomare di Via Partenope, proprio sotto la celebre pizzeria Sorbillo con la coda di persone che aspetta di sedersi. I bagnanti che vengono qui, si portano da casa gli ombrelloni, le sedie, i tavolini, ovviamente da mangiare (tanto, e di tutto!) e si ritrovano per trascorrere la giornata insieme, magari rinfrescandosi in mare mentre i bambini fanno i castelli con la sabbia e quelli un po’ più grandi giocano con l’inseparabile smartphone. Sullo sfondo ben visibile c’è Castel dell’Ovo e oltre il Vesuvio.

Queste sono situazioni nelle quali personalmente potrei trascorrere ore intere: non solo a fotografare, anzi – probabilmente se fossi rimasto un po’ di più avrei posato la mia Leica e mi sarei messo a parlare con le persone, per conoscere le loro storie e per eliminare l’inevitabile distanza tra fotografo e soggetto. Sono situazioni da vivere, da osservare bene per capire il contesto sociologico in cui si sviluppano, e poi eventualmente da fotografare – ma sempre con il massimo rispetto.

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Reframe by Ai Weiwei at Palazzo Strozzi, Florence (Via Della Spada)

Florence (Italy). Last weekend I was walking around the downtown of Florence, when I saw this interesting installation made by the contemporary Chinese artist Ai Weiwei. It’s a serie of 22 rubber boats positioned in correspondence to Palazzo Strozzi’s windows, on its façade. The installation’s title is “Reframe – Nuova Cornice” (new frame). In these years the same type of boats have been used by refugees which, escaping misery and looking for a better life, cross the Mediterranean Sea and arrive in Italy.


Firenze. Lo scorso fine settimana, passeggiando per il centro di Firenze, ho visto questa interessante installazione dell’artista contemporaneo cinese Ai Weiwei. Si tratta di una serie di gommoni, montati sulla facciata di Palazzo Strozzi, in corrispondenza delle sue finestre. Il nome dell’installazione è “Reframe – Nuova Cornice”. Si tratta degli stessi gommoni utilizzati dai profughi per attraversare il Mar Mediterraneo ed arrivare in Italia per scappare dalla loro miseria alla ricerca di una vita migliore.

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Sunset from the Church of Soccorso, Forio (Ischia)

Naples (Italy). I don’t like (anymore) photographing a sunset “in itself”, stand alone; unless there is something else in the image that can characterise it. Yesterday I was shooting some photos around Forio, a lovely small village on the Ischia Island – not far from Naples, in the South of Italy. Here, there is a small church called “Chiesa dell Soccorso” (literally translated, “Church of the Rescue”) and around it, plenty of people gather together every day to assist the show of the sunset in the sea.

I took this photo to celebrate the beginning of my summer holidays…

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Sunday Afternoon at Caffè Marchesi

Milan (Italy). This is a luxury place: for its products, for its position and – it must be told – for its prices. But I think it is worth taking a break at the cafè Pasticceria Marchesi, recently opened in Galleria Vittorio Emanuele II by the fashion brand Prada – which has bought the brand of this historical pastry shop. Especially in winter, when it’s cold and a refreshing pause doesn’t hurt.

The story of this place began in 1824, when the Marchesi family opened a pastry shop inside an elegant eighteenth century building in Corso Magenta in Milan, where it continued its activity till the beginning of 900. Thereafter, Mr. Angelo Marchesi expanded his range of products creating an authentic cafe, with home made pastries, cocktails and the typical Milanese aperitif.

Recently, as anticipated here above, the fashion house Prada has bought the brand “Pasticceria Marchesi” and has opened two new locations (in addition to the historical one in Corso Magenta). One in Via Montenapoleone – indisputable the most fashion street in Milan; the other one in Galleria Vittorio Emanuele II, from whose windows I took other photo.

Recently, I learned that Prada is going to open in Milan downtown one of its Foundation subsidiary, which will be exclusively focused on photography. If true, it’s really a great news!


Milano. E’ un posto di lusso: nei prodotti, nella posizione, e – va detto – nei prezzi. Ma penso che una sosta al caffè Pasticceria Marchesi in Galleria Vittorio Emanuele II, da poco aperto dalla griffe di moda Prada che ha rilevato il marchio di questo storico negozio, valga la pena – specialmente d’inverno, quando fa freddo e una pausa ristoratrice non guasta.

La storia di questo caffè inizia nel 1824, quando all’interno di un elegante edificio settecentesco in Corso Magenta a Milano viene aperta una pasticceria che continuerà la sua attività di produzione dolciaria fino ai primi anni del Novecento. Successivamente, Angelo Marchesi amplia la sua gamma di prodotti e dà vita a un vero e proprio caffè che oltre a offire dolci di produzione propria, prepara cocktail per l’aperitivo milanese.

Da poco, come detto sopra, la casa di moda Prada ha comprato il marchio “Pasticceria Marchesi” e ha aperto due nuovi caffè in aggiunta alla location storica di Corso Magenta: uno in Via Montenapoleone – indiscussa strada della moda milanese; un altro in Galleria Vittorio Emanuele II, dalle cui finestre ho scattato quest’altra foto.

Recentemente ho letto che Prada aprirà in centro a Milano una succursale della sua Fondazione, dedicata esclusivamente alla fotografia. Se confermato, è proprio una bella notizia!

 

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Long Time No See (Roofs of Florence)

Florence (Italy). Long time no see, Florence: I have been quite busy, but I still love you don’t worry. Long time no see, my dear camera: if I have not been bringing you with me for long time, it’s because there was nothing to photograph. Long time no see, photographingaround.me: I guess you are disappointed because I’m not updating you anymore – at least not enough – but I had other thoughts in my head.

Well, now I’m back!


Firenze. Tanto tempo che non ci vediamo, FIrenze: sono stato piuttosto impegnato negli ultimi tempi, ma ti amo ancora – non preoccuparti. Tanto tempo che non ci vediamo, cara macchina fotografica: ma se non ti ho portata con me per tutto questo tempo, è perchè sapevo che non ci sarebbe stato nulla da fotografare. Tanto tempo che non ci vediamo, photographingaround.me: immagino tu sia deluso perchè non ti sto più aggiornando – almeno, non abbastanza – ma ho avuto altri pensieri per la testa.

Bene, sono tornato!

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Trieste Upside Down

Trieste (Italy). I generally like seaside towns and frontier towns, and for this reason I really love Trieste, which includes these two aspects in the same city. Furthermore, here the Central European soul (Trieste was the main sea access of the Hapsburg Empire, a period of strong economic and demographic growth for the city) merges the Mediterranean one, in a melting pot of races, cultures, religions and lifestyles.

Sometimes I have the opportunity to spend some hours in Trieste, and I think it’s a wonderful city to visit and to photograph, both with its traditional landscapes, both with its hidden corners. In the image here above, I captured the facade of a building along the Canal Grande, taken from a different point of view, reflected on the sea surface. Indeed, the two spirits of Trieste: the Central European one and the Mediterranean one.


Trieste. Personalmente amo molto sia le città di mare che le città di frontiera, e per questo a maggior ragione amo Trieste che ne incarna entrambi gli aspetti. Non solo, ma qui l’anima Mitteleuropea del nord (Trieste è stato il principale sbocco marittimo dell’Impero Asburgico, periodo durante il quale conobbe un’epoca di straordinario sviluppo economico e demografico) si fonde con quella Mediterranea in un crocevia di razze, culture, religioni e stili di vita.

Di tanto in tanto mi capita di aver occasione di passare qualche ora a Trieste, e trovo che sia una città bellissima da vedere e da fotografare sia con i suoi panorami più classici, che con i suoi angoli nascosti. Nella foto qui sopra, la facciata di un palazzo che si affaccia lungo il Canal Grande, presa da un punto di vista un po’ diverso, ossia riflessa sulla superficie del mare. Appunto, le due anime di Trieste: quella Mitteleuropea e quella Mediterranea.

 

 

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Off the Cuff, Palazzo Litta | Fuorisalone @ Milano Design Week 2017

Milan (Italy). Here we are again: one year has passed, and Milan is again the place to be for architects, interior designers, bloggers, design lovers and simple curious – like me. Well, this year I’m a bit beyond the pure curiosity, since I’m completing the renovation of my apartment and I feel myself much more involved than the past year. But this is a personal stuff, and I guess it won’t interest anyone.

The Fuorisalone is the “unplugged” face of the Milan Design Week (the official name is “Salone Internazionale del Mobile”), and it’s a set of events taking places in different parts of Milan, including some prestigious and hidden locations. The list counts almost 1,500 events, scattered all around Milan downtown: Brera, Isola, Università Statale, 5 Vie, Lambrate and Tortona are the most popular and dense of events locations, but more or less every part of the city has something to offer.

Under the tag Fuorisalone 2017 I’m posting my personal way to watch, visit and photograph the many exhibitions, installations, events and any other thing that can be considered as “design”. If you don’t have enough, you can give a look to past editions’ events here (2016) and here (2015).

Palazzo Litta in Corso Magenta is another popular destination of every Fuorisalone. It’s the first place I usually visit, because it’s just behind my office. The building itself is very beautiful, but the most interesting thing to see – in my opinion – is the courtyard installation. This year, visitors are welcomed by a roof canopy composed of 300 pairs of jeans (by Trussardi) connected each other waist-to-waist and cuff-to-cuff to create a very original net.


Milano. Eccoci di nuovo: un anno è passato, e Milano è nuovamente il posto giusto per architetti, disegnatori di interni, blogger, amanti del design e semplici curiosi – come me. A dire il vero, quest’anno sono un po’ oltre la pura curiosità, dal momento che sto terminando la ristrutturazione del mio appartamento e mi sento molto più coinvolto degli anni passati. Ma questa è una facecnda personale, e immagino non interessi a nessuno.

Il Fuorisalone è il lato “non ufficiale” del Salone Internazionale del Mobile, e offre una serie di eventi in diverse parti di Milano, incluse alcuni luoghi prestigiosi o nascosti. La lista conta quasi 1,500 eventi, sparsi in giro per il centro di Milano: Brera, Isola, l’Università Statale, 5 Vie, Lambrate e Tortona sono tra le zone a più famose e con la più alta densità di eventi, ma più o meno ogni parte della città ha qualcosa da offrire.

Sotto al tag Fuorisalone 2017 posto il mio personale sguardo sulle varie mostre, installazioni, eventi e tutto ciò che può essere considerato “design”. Se non ne avete abbastanza, potete anche guardare le foto degli eventi delle passate edizioni qui (2016) e qui (2015).

Palazzo Litta in Corso Magenta è un’altra destinazione molto popolare di ogni Fuorisalone. In genere, questo è il primo posto che visito perchè è proprio dietro il mio ufficio. Il palazzo stesso è molto bello, ma la cosa più interessante da vedere – secondo me – è l’installazione fatta nel cortile. Quest’anno, i visitatori sono accolti da una grande tettoia fatta con 300 paia di jeans (Trussardi) uniti l’uno con l’altro dalla vita e dalla caviglia, creando così una rete molto particolare.

 

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A Good Reason to Bring My Leica with Me at Work (Paris Nanterre from La Defense)

Paris (France). Friends and colleagues find amusing that I always bring one of my photo-cameras with me, even regardless the fact that sometimes I’m a bit overloaded. But when out of my window there’s a sunset like this one photographed here, I’m sure that I’m right…

I was at La Defense some days ago, and this is the view from my office’s window (which luckily is pretty clean). I love watching this type of urban landscapes from such a high position: they make me feel incredibly small, just a drop in a sea of people. Behind every small window there’s a person, a life, a work, an activity… I find it extremely motivating and involving, and this is the perfect feeling – for me – to decide catching my camera and taking a photo.


Parigi. Gli amici e i colleghi spesso si divertono del fatto che mi porti sempre dietro una macchina fotografica, anche in considerazione del fatto che qualche volta sono in effetti un po’ sovraccarico. Ma quando fuori dalla finestra c’è un tramonto come questo fotografato qui, mi convinco che ho ragione io…

Ero a La Defense alcuni giorni fa, e questa è la vista che c’è fuori dalla finestra del mio ufficio (che per fortuna è piuttosto pulita). Amo osservare questo tipo di panorama urbano da una posizione così alta: mi fa sentire incredibilmente piccolo, una goccia in un mare di persone. Dietro ogni piccola finestra c’è una persona, una vita, un lavoro, un’attività… Trovo tutto ciò estremamente motivante e coinvolgente, e questo è la sensazione ideale – per me – per decidere di prendere la mia macchina fotografica e scattare una foto.

 

 

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Urban Spaces (MUDEC)

Milan (Italy). From a window at MUDEC (Museo delle Culture – or “Museum of Cultures” in English) in Milan. I found this glimpse quite interesting, and representative of Milan today: it’s an eye on a former city’s industrial area, which has been totally renovated and today hosts many interesting spots such as lofts, design hotels and restaurants. There are several places like this one (the Fondazione Prada in Via Isarco or the nearby Fabbrica Orobia 15 just to mention some), and they are part of a deep renovation, which is transforming Milan in one of the most lively cities in Italy.


Milano. Da una finestra del MUDEC (Museo delle Culture) di Milano. Ho trovato questo scorcio abbastanza interessante, e rappresentativo della Milano di oggi: è un occhio su una ex area industriale della città, che è stata completamente rinnovata e oggi ospita molti posti interessanti come loft, hotel di design e ristoranti. CI sono diversi posti come questo (per citarne qualcuno, la Fondazione Prada in Via Isarco o la vicina Fabbrica Orobia 15) e sono parte di un profondo rinnovamento che sta trasformando Milano in una delle città più vivaci d’Italia.

 

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