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Leica M-D

The Sassolungo Mountain (Between Two Rainbows)

Ortisei (Italy). It was heavily raining, but a strong sun was shining from the valley down at West. The Sassolungo mountain, one of the most impressive of the entire Dolomites chain, was still hidden by the heavy and thick clouds. I knew there were the typical conditions for a rainbow, but I would never have expected a double rainbow framing the mountain. It was a magic moment: impossible resisting to the temptation of photographing it (as I did, keeping the umbrella with my shoulder and my neck…)

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Afterwork at the Esplanade de la Defense n.2

Paris (France). I frequently spend my after-work time walking around La Défense, a place where I come frequently (even now I’m on a flight from Milan to Paris); and that I have been photographing for years (most of my photos at La Defense are posted under this tag expressly created). Every time I wonder the same questions about this place. Do I like it? Honestly, I don’t know. How it could be living here? I can hardly answer this question too, and I admit I find myself watching residents trying to understand how is the quality of their lives. But the question in absolute terms most difficult to answer is always the same: how will be this place in – I don’t know, let’s say – ten years?

Yet, I must admit that in terms of photography, La Defense is still one of the most interesting places to explore in Paris; its architectures and its urban development are worth being analysed with attention, especially because they reveal a sort of historical stratification. Since the end of the ’50s, with the construction of the CNIT (Centre des nouvelles industries et technologies) building, through the ’70s and the ’80s with buildings such as the Tour Areva and the Tour Total, until beginning of 2000 with the erection of more futuristic skyscrapers like the Tour EDF, La Defense has become the largest business park in Europe.

Very personally, the feeling I have when I walk along its extended “Esplanade”, between the Grand Arche and the fountain close to Neully-sur-Seine, is the one of a place that has begun a slow but relentless and conscious decadence (even if embellished by marvelous early fall sunsets), and that for some aspects is even proud of it, according to the most typical Parisian style. The economic crisis, which has not spared France, the competition with other “banlieues”, which are trying to attract similar developments, and the transportation network, which has already reached its maximum capacity and therefore can’t increase the number of commuters transported daily, are posing serious obstacles to the growth of this area and probably it couldn’t be different.

If it’s true that knowing the past is necessary to understand the future, I think that the future of La Defense is written into its glorious (albeit unique) past, in its having been a symbol for the 20th century’s city planners, but also a place that has lost its leadership in favor of new different models. But It is still a place that is worth being visited and photographed, possibly posing some questions: and if someone has the answer(s) to mine, I’d be glad to know it.


Parigi. La Defense è una zona di Parigi che frequento molto per lavoro (anche adesso sono su un volo da Milano a Parigi) e dove mi capita spesso di camminare: nel tempo ho scattato diverse fotografie, che pubblico qui nel blog con un tag appositamente creato, e ogni volta mi interrogo su come sia questo posto. Mi piace? Non lo so. Come potrebbe essere vivere qui? Anche questa sinceramente è una domanda a cui rispondo a fatica, tanto che – lo ammetto – mi ritrovo a guardare con curiosità i residenti, cercando di capire la qualità della loro vita. Ma la domanda in assoluto più difficile è sempre la stessa: come sarà questo posto tra – non so, diciamo – dieci anni?

Eppure, devo ammettere che dal punto di vista fotografico rimane uno dei posti più interessanti di Parigi da esplorare; le sue architetture e il suo sviluppo urbanistico meritano di essere osservate con attenzione, soprattutto perché rivelano una sorta di “stratificazione” storica. Tra la fine degli anni ’50, con la costruzione dell’edificio CNIT (Centre des nouvelles industries et technologies), attraverso gli anni ’70 e ’80 con edifici come la Torre Areva e la Torre Total, fino a inizio 2000 con la realizzazione di grattacieli più avveniristici (tra cui la Torre EDF), La Defense ha visto uno sviluppo che l’ha portata a essere il più grande centro direzionale d’Europa.

Molto personalmente, la sensazione che si ha camminando dopo una giornata di lavoro lungo la sua enorme “Esplanade”, dal Grand Arche alla fontana in prossimità di Neully-sur-Seine, è quella di un posto che ha iniziato una lenta ma inesorabile e consapevole decadenza (magari abbellita dai meravigliosi tramonti di inizio autunno), e che per certi aspetti riesce ad andare fiero di questa cosa, nel più classico stile parigino. La crisi economica che ha colpito anche la Francia, la competizione di altre zone della banlieue che cercano di attirare analoghi sviluppi urbanistici e la saturazione dei mezzi di trasporto che difficilmente potrebbero portare nuovi afflussi di persone, stanno creando dei seri ostacoli alla crescita di questa area, e probabilmente non potrebbe essere diversamente.

Se è vero che per capire il futuro bisogna conoscere il passato, penso che il futuro di questo posto sia scritto nella sua storia gloriosa ma irripetibile, nel suo essere stato un luogo simbolo per l’urbanistica del ventesimo secolo ma che oggi ha perso la sua leadership a favore di altri modelli. Ma che rimane un posto da vedere, da fotografare, e sul quale porsi certe domande: e se qualcuno – alle mie – può darmi una risposta, sarei ben lieto di saperlo.

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Cena Con Me

Milan (Italy). Imagine… thousands of people attending a dinner without knowing anything – really anything, including the location – since few hours before the scheduled time. Only few rules, being the most important one on the dress code.

White!

Yes, this is the spirit of Cena Con Me, an event I already photographed a couple of years ago, but that every time is a surprise. The organizers create the event on Facebook and collects the requests. Then, it communicates the location (in Milan) 5 hours before the time. Since that moment, people start collecting all the items prepared in the past weeks and gather to the selected place.

It happens therefore that a pacific place suddenly becomes a mess: a “white wave” made of people, tables, chairs, plates, glasses, balloons, candle holders, flowers, accessorizes… everything is rigorously white.

Beyond the color, there are few more basic rules: respecting the location leaving the place as it was before the event – therefore carrying away any sort of garbage; and closing the event at midnight.

Under the tag “Cena Con Me 2017” I’m posting some photos of the event. The location is Piazzale Giulio Cesare, the heart of City Life, a very interesting new development, with the amazing skyscrapers of Zaha Hadid and Arata Isozaki in the background.


Milano. Immagina… migliaia di persone che partecipano a una cena senza sapere niente – ma veramente niente, compresa la location – fino a poche ore prima dell’orario programmato. Solo poche regole, tra cui la più importante riguarda l’abbigliamento.

Bianco!

Si, questo è lo spirito di Cena Con Me, un evento che ho già fotografato in passato un paio di anni fa, ma che ogni volta è una sorpresa. Gli organizzatori creano l’evento su Facebook e raccolgono le richieste di partecipazione. Successivamente, comunicano il luogo di svolgimento (a Milano) 5 ore prima l’orario programmato. Da quel momento, la gente inizia a prendere tutte le cose preparate nelle settimane precedenti e a ritrovarsi presso il luogo stabilito.

Succede quindi che una piazza tranquilla diventi improvvisamente un caos: una “onda bianca” fatta di persone, tavoli, sedie, piatti, bicchieri, palloncini, candelabri, fiori, accessori… tutto è rigorosamente bianco.

Oltre al colore, ci sono poche regole di base: rispettare la location lasciando il posto come lo si è trovato prima dell’evento – quindi portando via ogni tipo di rifiuto; e chiudere l’evento a mezzanotte.

Con il tag “Cena Con Me 2017” posto alcune foto dell’evento. La location scelta quest’anno era Piazzale Giulio Cesare, nel cuore di City Life, un nuovo sviluppo urbano molto interessante, con sullo sfondo i bellissimi grattacieli disegnati da Zaha Hadid e da Arata Isozaki.

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Long Time No See (Roofs of Florence)

Florence (Italy). Long time no see, Florence: I have been quite busy, but I still love you don’t worry. Long time no see, my dear camera: if I have not been bringing you with me for long time, it’s because there was nothing to photograph. Long time no see, photographingaround.me: I guess you are disappointed because I’m not updating you anymore – at least not enough – but I had other thoughts in my head.

Well, now I’m back!


Firenze. Tanto tempo che non ci vediamo, FIrenze: sono stato piuttosto impegnato negli ultimi tempi, ma ti amo ancora – non preoccuparti. Tanto tempo che non ci vediamo, cara macchina fotografica: ma se non ti ho portata con me per tutto questo tempo, è perchè sapevo che non ci sarebbe stato nulla da fotografare. Tanto tempo che non ci vediamo, photographingaround.me: immagino tu sia deluso perchè non ti sto più aggiornando – almeno, non abbastanza – ma ho avuto altri pensieri per la testa.

Bene, sono tornato!

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Smile, You Are at the Muséum National d’Histoire Naturelle

Paris (France). This is the third photo, after this one and this one. I’m not sure if there will be another one or two, but – as already said – I find the Muséum National d’Histoire Naturelle in Paris such an incredible source of inspiration! It’s so unique!


Parigi. Questa è la terza foto, dopo questa e questa. Non so se ce ne sarà un’altra o un altro paio, ma – come ho già detto – trovo che il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi sia un’incredibile fonte di ispirazione! E’ così unico!

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Urban Spaces (MUDEC)

Milan (Italy). From a window at MUDEC (Museo delle Culture – or “Museum of Cultures” in English) in Milan. I found this glimpse quite interesting, and representative of Milan today: it’s an eye on a former city’s industrial area, which has been totally renovated and today hosts many interesting spots such as lofts, design hotels and restaurants. There are several places like this one (the Fondazione Prada in Via Isarco or the nearby Fabbrica Orobia 15 just to mention some), and they are part of a deep renovation, which is transforming Milan in one of the most lively cities in Italy.


Milano. Da una finestra del MUDEC (Museo delle Culture) di Milano. Ho trovato questo scorcio abbastanza interessante, e rappresentativo della Milano di oggi: è un occhio su una ex area industriale della città, che è stata completamente rinnovata e oggi ospita molti posti interessanti come loft, hotel di design e ristoranti. CI sono diversi posti come questo (per citarne qualcuno, la Fondazione Prada in Via Isarco o la vicina Fabbrica Orobia 15) e sono parte di un profondo rinnovamento che sta trasformando Milano in una delle città più vivaci d’Italia.

 

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Love in Milan (Galleria Vittorio Emanuele II)

Milan (Italy). The historic café Pasticceria Marchesi is not only a great place for a nice refreshment in the heart of Milan, but it has also amazing windows looking on the Galleria Vittorio Emanuele II, through which it’s possible photographing a patch of Milanese life.


Milano. Lo storico caffè Pasticceria Marchesi non solo è un posto ideale per un piacevole ristoro in centro a Milano, ma ha anche delle bellissime finestre sulla Galleria Vittorio Emanuele II attraverso le quali fotografare un po’ di vita milanese.

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Cena Con Me

Milan (Italy). Imagine… thousands of people attending a dinner without knowing anything – really anything, including the location – since few hours before the scheduled time. Only few rules, being the most important one on the dress code.

White!

Yes, this is the spirit of Cena Con Me, an event I already photographed a couple of years ago, but that every time is a surprise. The organizers create the event on Facebook and collects the requests. Then, it communicates the location (in Milan) 5 hours before the time. Since that moment, people start collecting all the items prepared in the past weeks and gather to the selected place.

It happens therefore that a pacific place suddenly becomes a mess: a “white wave” made of people, tables, chairs, plates, glasses, balloons, candle holders, flowers, accessorizes… everything is rigorously white.

Beyond the color, there are few more basic rules: respecting the location leaving the place as it was before the event – therefore carrying away any sort of garbage; and closing the event at midnight.

Under the tag “Cena Con Me 2017” I’m posting some photos of the event. The location is Piazzale Giulio Cesare, the heart of City Life, a very interesting new development, with the amazing skyscrapers of Zaha Hadid and Arata Isozaki in the background.


Milano. Immagina… migliaia di persone che partecipano a una cena senza sapere niente – ma veramente niente, compresa la location – fino a poche ore prima dell’orario programmato. Solo poche regole, tra cui la più importante riguarda l’abbigliamento.

Bianco!

Si, questo è lo spirito di Cena Con Me, un evento che ho già fotografato in passato un paio di anni fa, ma che ogni volta è una sorpresa. Gli organizzatori creano l’evento su Facebook e raccolgono le richieste di partecipazione. Successivamente, comunicano il luogo di svolgimento (a Milano) 5 ore prima l’orario programmato. Da quel momento, la gente inizia a prendere tutte le cose preparate nelle settimane precedenti e a ritrovarsi presso il luogo stabilito.

Succede quindi che una piazza tranquilla diventi improvvisamente un caos: una “onda bianca” fatta di persone, tavoli, sedie, piatti, bicchieri, palloncini, candelabri, fiori, accessori… tutto è rigorosamente bianco.

Oltre al colore, ci sono poche regole di base: rispettare la location lasciando il posto come lo si è trovato prima dell’evento – quindi portando via ogni tipo di rifiuto; e chiudere l’evento a mezzanotte.

Con il tag “Cena Con Me 2017” posto alcune foto dell’evento. La location scelta quest’anno era Piazzale Giulio Cesare, nel cuore di City Life, un nuovo sviluppo urbano molto interessante, con sullo sfondo i bellissimi grattacieli disegnati da Zaha Hadid e da Arata Isozaki.

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Photographing Milan (Taking Off From Linate Airport)

Milan (Italy – but on the way to Paris, France). I’m a frequent flyer to Paris from Milan: usually, mine are just business trips, and unfortunately they are too short to let me walk free, photographing around Paris (the “Ville Lumiere”). For this reason, I normally don’t bring any of my cameras with me – except the Ricoh GR, which is always with me in my suit pocket.

However, some days before – when I was visiting a photographic exhibition – I noticed an old black and white picture of Milan, taken (I guessed) from an airplane. I thought at the end, that landscape deserved to be photographed, even for the simple purpose of documenting the urban development of probably the most vibrant and dynamic city in Italy.

So, while the plane was moving from the parking area to the take-off strip, I prepared my camera expressly brought to capture this image (for the occasion, I decided to use a Summarit-M 1:2.5/90 mm lens) and a few seconds after leaving the ground, I was at the to take aerial photos of Milan under me. And frankly speaking, considering the window (and the glass, which is not the highest quality one – in photographic terms), I think I can be satisfied.


Milano (Italia – ma sulla rotta per Parigi, Francia). Mi capita spesso di volare da Milano a Parigi: di solito si tratta di viaggi per motivi di lavoro, e purtroppo sono sempre talmente brevi da non darmi modo di farmi un fotografico per la Ville Lumiere. Per questo, evito di portarmi la macchina fotografica (giusto la Ricoh GR che ho sempre con me nella tasca della giacca).

Tuttavia, alcuni giorni fa mentre visitavo una mostra fotografica, ho visto una vecchia foto di Milano, in bianco e nero, scattata dall’alto (presumibilmente da un aereo). Ho pensato che alla fine, quel panorama meritava una fotografia, anche per il solo fatto di documentare il cambiamento urbanistico di quella che forse è la città più dinamica d’Italia.

E così, mentre l’aereo muoveva dal parcheggio alla pista di decollo, ho preparato la mia macchina fotografica appositamente portata per scattare questa immagine (per l’occasione ho deciso di usare un obbiettivo Summarit-M 1:2.5/90 mm) e pochi secondi dopo aver lasaciato terra, ero al finestrino che scattavo foto aeree di Milano sotto di me. E sinceramente, nonostante appunto il finestrino (il cui vetro non è certo della miglior qualità – in termini fotografici) penso di potermi ritenere soddisfatto…

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Florence by Night (Landscape from Villa Bardini)

Florence (Italy). This is a postcard; an “easy” postcard. I know. And I’m not a big fan of this type of photos. But it’s also Florence, my city, captured from probably the best observatory in town; and I could not resist. This image has been taken from the terrace of Villa Bardini, a former private residence now used for exhibitions. From there, it seems possible touching the heart of the city; and by night, Florence becomes even more magic. As said: I could not resist.


Firenze. Questa foto è una cartolina; una “facile” cartolina. Lo so. E non sono un grande amante di questo genere di foto. Ma è anche Firenze, la mia città, fotografata da quello che probabilmente è il punto di osserazione migliore possibile; e non ho potuto resistere. Questa foto è stata scattata dalla terrazza di Villa Bardini, in precedenza una residenza privata, oggi utilizzata per ospitare delle mostre. Da là, è possibile toccare il cuore della città; e di notte, Firenze diventa ancora più magica. Come detto, non ho potuto resistere.

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