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Salerno

Castellabate, Outside the Basilica

Castellabate (Salerno, Italy). A minister (or maybe the parish priest?) photographed when he’s reading the newspaper on the parvise of the ancient Pontifical Basilica of Santa Maria de Gulia at Castellabate, a lovely town located on the uplands of the Cilento National Park (UNESCO site) in the Salerno province. This Romanesque style church, which dates back to the first half of the 12th Century, represents one of the beauties of Castellabate. The village is mostly known because it hosted the set of a pretty successful Italian movie (“Benvenuti al Sud” with Claudio Bisio and Alessandro Siani, the Italian remake of the original French movie “Bienvenue chez les Ch’tis“), but I think it should be visited especially for its position and its peculiar narrow streets.


Castellabate (Salerno). Un sacerdote (forse il parroco?) fotografato mentre legge il giornale sul sagrato della antica Basilica Pontificia di Santa Maria de Gulia a Castellabate, un delizioso paese in provincia di Salerno, posizionato sulle alture del Parco del Cilento (sito patrimonio UNESCO). La chiesa risalente alla prima metà del XII secolo e in perfetto stile romanico, è una delle bellezze di Castellabate. Il paese è conosciuto per essere stato utilizzato come set di un film abbastanza di successo (“Benvenuti al Sud” con Claudio Bisio e Alessandro Siani, il remake italiano dell’originale francese “Bienvenue chez les Ch’tis“), ma merita di essere visitato più che altro per la sua posizione e le sue caratteristiche stradine.

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Positano (Postcard of an Overpopular Landscape)

Positano (Italy). Some landscapes shouldn’t be photographed: not because they are not beautiful; on the contrary, because they are so popular (even too much, “overpopular“!) that at the end everyone captures the same image with the same composition…

This landscape of Positano is a glaring example: I think that millions of postcards with this view have been sent for years, not to mention – more recently – selfies and photos shared on social networks. Estimating the number of photographers (professional and amateur) that every day come here along the Route 163 to Praiano and Amalfi to capture all the same image is impossible. And a search on Google can give just an idea.

What makes a photo so popular? Is it possible thinking about a sort of infection that makes people take all the same photo? If so, why? In my opinion, I believe it’s the “I have been here” attitude, which in the past was just limited to writing greetings on the back of a postcard, and that today – with the presence of social networks (and with the “check-in” function) – has degenerated in a sort of collective paranoia.

True, I’m contradicting myself since I took this image too. But in my partial defense I can say that my camera is not connected with any smartphone (it even does not have a screen!), that I did not tag myself here while I was capturing this photo and that I’m posting it here in my blog two months later…


Positano. Ci sono dei panorami che forse sarebbe meglio non fotografare: non perchè il posto non sia bello, anzi. Al contrario, perchè è talmente famoso (troppo famoso!) che alla fine tutti scattano la stessa immagine con la stessa composizione…

Questa vista di Positano ne è un esempio lampante: credo che negli anni siano state spedite milioni di cartoline con questo scorcio, per non parlare – in tempi più recenti – di selfie e di altre foto da social network. E’ impossibile stimare il numero di fotografi (sia professionisti che semplici appassionati) che ogni giorno si posizionano qui, lungo la strada statale 163 verso Praiano e Amalfi, per catturare tutti la stessa immagine. E per rendersene conto basta fare una ricerca con google.

Cos’è che rende una foto così popolare? E’ possibile pensare a una sorta di contagio, per cui tutti vogliono fare la stessa foto? E se si, perchè? Personalmente credo sia la mentalità del “io ci sono stato”, che se in passato si riduceva appunto a un saluto scritto sul retro di una cartolina, con l’avvento dei social network (e dei “check-in” nei vari posti) è degenerata in una specie di mania collettiva.

E’ vero, mi sto contraddicendo dal momento che anche io ho fatto questa foto. Ma a mia parziale discolpa, posso dire che la mia macchina fotografica non è collegata allo smartphone (non ha nemmeno lo schermo!), che non mi sono “taggato” mentre l’ho scattata e che la sto postando nel mio blog quasi due mesi dopo averla fatta…

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